giovedì 9 maggio 2013

#4 - My favorite one.

Writing is one of the most sensitive things in the world. Writing means open your world and your heart to the others. Letting our thoughts go. Confiding our secrets and our opinions.
I want to let you in my world, in my mind. And this one is the best place to make it. I trust your minds. 

I really desire to show you one of my favorite poetries. It is from an italian poet, Eugenio Montale. I know that it's hard to understand if you're not italian, but believe me: it deserves. Try to figure out.

While I'm reading those lines, I always think about my grandmother. She is the light in the darkness. Maybe, I should say "she was". But I don't and I'll never do it. She is always with me. Everything I do, I do it for her. I really miss you.
Love you deeply. 

Xenia II, 5      

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue. ”                  
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Scrivere è una delle cose più sensibili e toccanti al mondo. Scrivere significa aprire il proprio mondo e il proprio cuore agli altri. Lasciare fluire i pensieri. Confidare i nostri segreti e le nostre opinioni.Voglio farvi entrare nel mio mondo, nella mia testa. Questo è il posto migliore per farlo. Mi fido delle vostre teste.
Desidero fortemente mostrarvi una delle mie poesie preferite. E' di Eugenio Montale. Gli Italiani potranno godersela al meglio, mi dispiace per chi non potrà capire queste profonde parole. Se siete stranieri, sforzatevi di capire. Merita moltissimo.
Mentre leggo queste righe, penso sempre a mia nonna. Lei è la luce nelle tenebre. E' l'abbraccio caldo quando torno a casa. Forse, dovrei dire "era". Ma non lo faccio e non lo farò mai. E' sempre con me. Tutto quello che faccio, è per lei. 
Mi manchi moltissimo.
Ti voglio bene. 
Xenia II, 5       

“Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue. ”     

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